Ritrovare se stessi con la Cartomanzia

Ritrovare se stessi con la Cartomanzia

Ritrovare se stessi con la Cartomanzia

Ritrovare se stessi con la Cartomanzia.

Sapevi che le carte dei Tarocchi non servono soltanto a prevedere il futuro ma possono essere anche uno strumento per analizzare il presente e riscoprire le tue potenzialità nascoste?

Molte persone utilizzano i Tarocchi non come un mezzo di divinazione (che può essere utilissimo, ma non a tutti interessa) ma piuttosto come chiave per riscoprire e ritrovare se stessi, la propria luce, la propria volontà e fare fronte alle sfide della vita?

In effetti i Tarocchi, che gettano le loro profonde radici nel misterioso Libro di Thot dell’antico Egitto, il “libro delle risposte”, sono uno strumento che serve a risolvere i misteri guardando dietro il velo della realtà: e non è detto che i misteri più affascinanti siano quelli del futuro, perché a volte il libro più difficile da leggere è quello che sta scritto nella nostra anima profonda.

Dunque, lettura delle carte per ritrovare se stessi: quando farla, come e con chi?

Sul quando, c’è poco da discettare: spesso la vita ci mette di fronte a un bivio e sentiamo il bisogno di fare profonde riflessioni su noi stessi. Questo accade quando dobbiamo scegliere il nostro percorso di studi, o una nuova carriera, oppure quando dobbiamo decidere se donarci a un partner piuttosto che a un altro, o ancora quando un matrimonio finisce e dobbiamo capire che cosa fare.

Come fare per “ritrovarsi” e a chi rivolgersi? Un buon modo, come abbiamo detto, è chiedere un consulto con un cartomante professionista, anche al telefono, facendosi fare una lettura delle carte centrata sul presente e sulle proprie potenzialità interiori.

Tarocchi, archetipi e psicologia

I Tarocchi, carte molto antiche e dal sapore esoterico, non si limitano all’uso divinatorio ma sono state utilizzate per indagare l’animo umano anche da grandissimi psicologi, studiosi e artisti. Un esempio? Carl Gustav Jung!

Lo psicologo novecentesco conosceva e apprezzava le carte dei Tarocchi come una sfilata di archetipi, tutti in grado di dire qualcosa sull’inconscio non solo della persona, ma anche della collettività. La potenza delle immagini degli Arcani Maggiori lo affascinava e sentiva che potessero racchiudere verità più profonde di quelle percepibili nella vita quotidiana.

Anche il regista italiano Federico Fellini, che ha seguito a lungo l’analisi Junghiana, teneva un libro dei sogni e si rivolgeva alle carte: il suo è l’esempio di un artista che ha realizzato le aspettative che forse hai anche tu, cioè conoscere meglio te stesso e fare di questa conoscenza un veicolo per la realizzazione personale.

Jung credeva nei Tarocchi come mezzo per capire il presente perché, secondo lui, non è possibile pensare al futuro quando non si è fatto pace con la realtà dell’oggi. Secondo questo ragionamento è assolutamente positivo che tu voglia utilizzare la via dei Tarocchi per ritrovare te stesso e per capirti meglio, costruendo il tuo futuro sulla base di queste tue scoperte.

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