Storia dei Tarocchi

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Storia dei Tarocchi

Le Origini nel ‘400

La storia dei Tarocchi ha origine nel ‘400, durante il Rinascimento, e rappresenta la sintesi di un insieme di valori che guidavano gli uomini di quell’epoca: dalle immagini di derivazione antica, ammirate nella loro potenza e nel loro significato storico, fino alle allegorie delle virtù cristiane. I Tarocchi rappresentano un ideale viaggio attraverso la vita umana, i misteri del mondo ma anche le sue meraviglie, un percorso nel quale ogni dettaglio che si incontra non è mai casuale.

I Tarocchi rappresentavano, e tuttora rappresentano, immagini legate alla condizione umana (il Papa, il Matto…), i pianeti e le stelle (la Luna, le Stelle, il Sole), raffigurazioni delle virtù (Giustizia, Temperanza…)

Il gioco dei Tarocchi aveva un importante significato filosofico, racchiuso nei suoi 22 Trionfi (Arcani Maggiori), ma nel corso del ‘500 questo insieme di saperi si andò perdendo, rendendo l’interpretazione delle carte impossibile ai più e relegando il tutto nella sfera del semplice divertimento.

La Storia dei Tarocchi dopo il ‘700

Dobbiamo aspettare la fine del ‘700 perché il significato profondo delle carte sia riscoperto e riutilizzato. Ma, mentre trecento anni prima il gioco dei tarocchi aveva un significato puramente morale e filosofico, gli uomini della nuova epoca pensano a tutt’altro fine: utilizzare i Tarocchi come la porta di accesso a un mondo “altro”, un mondo altrimenti insondabile. Ecco come alle carte vengono attribuiti significati esoterici, che arricchiscono il significato delle figure per proiettarlo molto oltre una semplice “sfilata delle virtù”.

Da allora i Tarocchi vengono usati per predire il futuro, ma anche per ricercare i misteri dell’universo. In questo, sono fondamentali gli scritti lasciati dai pensatori di allora, che indagavano e sostenevano il legame tra i Tarocchi del Rinascimento e le antiche dottrine esoteriche egizie (oggi, si leggono anche i Tarocchi Egiziani). L’archeologo massone Court de Gèbelin scrisse infatti:

“Il libro di Toth esiste, e le sue pagine sono le figure dei Tarocchi”.

Si pensa infatti che l’iconografia delle carte create nel Rinascimento si perda nella notte dei tempi, trovando la sua origine più antica nei geroglifici egiziani.

Negli ultimi secoli, l’uso divinatorio e occultista dei tarocchi non è stato mai più abbandonato, con alcuni aggiornamenti da parte delle varie Scuole (che hanno creato, talvolta, nuovi mazzi) e con la possibilità di utilizzi nuovi (ad esempio nel campo di una nuova scienza: la psicologia).

I Trionfi, o Arcani Maggiori, consistevano inizialmente in 8 immagini allegoriche, poi aumentate progressivamente fino al numero attuale di 22. Il numero non è casuale, ma corrisponde all’idea medievale di universo ordinato. Anche i libri dell’Antico Testamento sono 22, tanti quante sono pure le lettere che compongono l’alfabeto ebraico. Questo numero dovrebbe, insomma, rappresentare la totalità del mondo antico, originario, archetipico, le cui forze operano nascoste nella realtà quotidiana. La conoscenza è un viaggio che si compie su un’ideale scala (i cui gradini sono le immagini dei tarocchi nella loro sequenza) che porta l’essere umano alla dominazione della realtà.

Conoscere la realtà nascosta dietro le cose (acquisendo l’arte della magia) fa parte del percorso dell’iniziato, e le carte sono lo strumento giusto per iniziare questa ricerca, domandando risposte al futuro per dominare la realtà di oggi. Per ogni domanda o per un consulto approfondito, ti invitiamo a visitare la nostra pagina.

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